DUVRI: quando serve e cosa deve contenere
FornitoreInRegola · 1 novembre 2026 · 7 min di lettura
Il DUVRI è obbligatorio sopra i cinque uomini-giorno, con tre esclusioni. Chi lo redige, cosa deve contenere, quando va consegnato al fornitore.
Il DUVRI — Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze — è l'obbligo dell'Art. 26 che viene dimenticato più spesso, e per una ragione comprensibile: a differenza del DURC o della visura camerale, non è un documento che si chiede al fornitore. È un documento che il committente deve produrre. Chi aspetta che arrivi insieme agli altri aspetta a vuoto.
Questa è la guida pratica: quando è dovuto, quando non lo è, chi lo firma e quali contenuti deve coprire. Se la domanda di partenza è invece la differenza tra i due acronimi, partite da DVR e DUVRI: la differenza e quando servono.
Quando il DUVRI è obbligatorio
La regola sta nell'Art. 26 comma 3 del D.Lgs. 81/2008: il datore di lavoro committente elabora un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o ridurre al minimo i rischi da interferenza.
Serve quindi quando ricorrono insieme due condizioni:
- l'azienda affida a un'impresa esterna o a un lavoratore autonomo lavori, servizi o forniture;
- quelle attività si svolgono all'interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva, o nell'ambito dell'intero ciclo produttivo, purché il committente abbia la disponibilità giuridica dei luoghi.
Il criterio non è il valore del contratto né la dimensione del fornitore: è la compresenza. Se le due organizzazioni lavorano nello stesso spazio e nello stesso periodo, nasce un rischio che nessuno dei due DVR aveva previsto, perché ciascuno dei due descrive un'azienda sola.
Il documento va allegato al contratto d'appalto. È un atto contrattuale, non solo un adempimento tecnico.
Le tre esclusioni del comma 3-bis
Il comma 3-bis esclude l'obbligo in tre casi:
- servizi di natura intellettuale — una consulenza, una perizia, un'attività di progettazione;
- mere forniture di materiali o attrezzature — la consegna di merce che non comporta installazione o lavorazione in sede;
- lavori o servizi la cui durata non sia superiore a cinque uomini-giorno.
Le esclusioni non valgono in nessun caso quando le attività comportano rischi particolari: la norma richiama il rischio di incendio di livello elevato, il lavoro in ambienti confinati, la presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto, di atmosfere esplosive, e i rischi elencati nell'Allegato XI del decreto. In presenza di uno di questi, il DUVRI è dovuto anche per mezza giornata di lavoro.
Questo è il punto dove si sbaglia di più: la soglia dei cinque giorni viene applicata come se fosse una franchigia generale, mentre è una franchigia condizionata. Una saldatura di tre ore in un'area con atmosfera potenzialmente esplosiva sta sopra l'obbligo, non sotto.
Come si calcolano i cinque uomini-giorno
«Cinque uomini-giorno» non significa cinque giorni di calendario. Il comma 3-bis definisce l'entità presunta dei lavori come la somma delle giornate di lavoro necessarie, considerata con riferimento all'arco temporale di un anno dall'inizio dei lavori.
Due conseguenze pratiche che cambiano l'esito del calcolo:
- Si moltiplica per le persone. Tre operai per due giorni fanno sei uomini-giorno: siamo sopra la soglia, anche se il cantiere dura due giorni.
- Si somma sull'anno. Il manutentore che viene mezza giornata al mese per lo stesso contratto arriva a sei uomini-giorno in dodici mesi. Il singolo intervento è sotto soglia, il rapporto annuale no.
È il secondo caso quello che sfugge, perché ogni intervento preso da solo sembra irrilevante. Chi ragiona per singola chiamata e non per contratto annuale conclude di essere esente mentre non lo è.
Chi lo redige: non il fornitore
L'obbligo è in capo al datore di lavoro committente. Non è delegabile all'appaltatore, e un DUVRI redatto e firmato dal solo fornitore non assolve l'obbligo del committente — al massimo documenta la sua collaborazione.
Il committente può avvalersi del proprio RSPP e di consulenti esterni per la stesura, ma la titolarità e la firma restano sue. Il comma 2 dello stesso articolo gli impone in parallelo di cooperare e coordinarsi con l'appaltatore: il DUVRI è lo strumento scritto di quel coordinamento, non un modulo da far compilare a qualcun altro.
Cosa deve contenere
La legge non prescrive un modello: non esiste un formato ministeriale da compilare, e nessun fac-simile è «conforme» per il solo fatto di esistere. Quello che la norma impone è il risultato: individuare le interferenze e indicare le misure adottate per eliminarle o ridurle. Perché un documento risponda a questo, deve coprire i contenuti che seguono.
- Le parti. Dati del committente e dell'appaltatore, oggetto del contratto, nominativi dei referenti per la sicurezza di entrambi e dei preposti presenti in campo.
- Descrizione dell'attività appaltata. Cosa viene fatto, con quali attrezzature e sostanze, da quante persone.
- Luoghi e tempi. Aree dello stabilimento interessate, percorsi di accesso, orari e durata. La delimitazione nello spazio e nel tempo è ciò che rende identificabile l'interferenza.
- Rischi dell'ambiente del committente. Quello che il fornitore non può sapere entrando: impianti in pressione, carrelli in movimento, linee elettriche, aree a rischio specifico, procedure interne di accesso.
- Individuazione delle interferenze. Il cuore del documento: l'elenco ragionato delle situazioni in cui le due attività si incrociano, non un elenco generico di rischi.
- Misure di prevenzione e coordinamento. Per ciascuna interferenza, cosa si fa: sfasamento degli orari, segregazione delle aree, interruzione di impianti, permessi di lavoro, DPI richiesti, riunione di coordinamento iniziale.
- Gestione delle emergenze. Procedure di evacuazione, punti di raccolta, addetti al primo soccorso e antincendio, numeri da chiamare — informazioni che un esterno non ha.
- Costi della sicurezza. Il comma 5 impone di indicarli nel contratto. Non sono un dettaglio amministrativo: la loro omissione comporta la nullità del contratto ai sensi dell'art. 1418 del Codice Civile.
- Data, firme e allegati. Sottoscrizione di committente e appaltatore, con i documenti di idoneità richiamati.
Un DUVRI che elenca i rischi generici del settore senza mai nominare un'interferenza concreta è formalmente presente e sostanzialmente vuoto — ed è il caso in cui gli organi di vigilanza contestano la valutazione, non l'assenza del documento.
Quando va consegnato, e quando aggiornato
Va consegnato prima dell'inizio dei lavori, allegato al contratto: un documento firmato a lavori conclusi non ha assolto alcuna funzione preventiva.
E va adeguato all'evoluzione dei lavori: se cambiano le aree, le lavorazioni, le attrezzature o i periodi, la valutazione delle interferenze cambia con loro. Lo stesso vale quando entra in campo un subappaltatore che non era previsto.
Se l'appalto è escluso, non siete esenti da tutto
Rientrare in una delle tre esclusioni toglie l'obbligo del DUVRI, non gli altri obblighi dell'Art. 26. Restano in piedi:
- la verifica dell'idoneità tecnico-professionale del fornitore (comma 1), con la documentazione che la comprova;
- l'informazione sui rischi specifici dell'ambiente di lavoro in cui il fornitore andrà a operare (comma 1 lettera b);
- la cooperazione e il coordinamento (comma 2);
- l'indicazione dei costi della sicurezza nel contratto (comma 5).
Conviene inoltre documentare il motivo dell'esclusione — il calcolo degli uomini-giorno, o la natura intellettuale del servizio — perché in sede di verifica l'onere di dimostrare che l'obbligo non c'era ricade sul committente. L'elenco completo degli obblighi e delle sanzioni dell'Art. 26 è nella nostra guida pratica alla norma.
Cosa fa FornitoreInRegola, e cosa no
Sul calcolo e sulla bozza il prodotto fa due cose, e vale la pena dire con precisione quali.
La stima annuale è automatica: dalla frequenza e dalla durata degli interventi dichiarate per quel fornitore, con un blocco quando l'esenzione dichiarata è incompatibile con la stima. Copre il caso del manutentore ricorrente, quello che sommando sull'anno sfugge. Non copre invece il numero di persone: se il fornitore ne manda più d'una contemporaneamente, il conteggio va moltiplicato di conseguenza, e quella moltiplicazione oggi la fate voi. Quando l'appalto risulta escluso, l'esclusione resta registrata con la sua motivazione, ricostruibile a distanza di mesi.
La bozza assistita — che chiamiamo Pre-DUVRI, un nome nostro e non una categoria prevista dalla legge — parte dalla categoria di rischio del fornitore e propone la struttura con le misure standard, lasciando espliciti i campi che richiedono una valutazione di merito, i costi della sicurezza per primi.
Quello che il prodotto non fa, e nessun software può fare al posto vostro: individuare le interferenze reali del vostro stabilimento, valutarle e firmare. Quella parte resta al datore di lavoro committente e al suo RSPP — per legge, non per scelta di prodotto.